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Parrocchia di Almenno San Salvatore
Diocesi di Bergamo


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TERZA DOMENICA DI PASQUA



Il tempo passa ed anche se alcuni segnali e alcuni numeri sembrano aprire ad una schiarita e si parla insistentemente di aprire, l’impressione è quella di essere ancora nel mezzo del guado; ancora lontani da una soluzione positiva della situazione drammatica in cui questa epidemia ci ha trascinato; l’isolamento, la distanza, l’impossibilità di incontrarci, soprattutto per le persone e le famiglie che stanno sopportando la fatica e la prova della malattia o addirittura della perdita di una persona cara, stanno facendo sentire tutto il loro peso e la stanchezza che sembrano a volte addirittura insopportabili.




Quanto è triste quello che sta avvenendo in questi giorni presso il cimitero dove vengono accompagnate per la “sepoltura” le salme o le ceneri delle persone del nostro paese che ci hanno lasciato; pochi familiari presenti e distanziati, un breve rito di benedizione e congedo nella preghiera e la deposizione della bara o dell’urna nel posto predisposto; questa tremenda tragedia che stiamo vivendo ci priva anche della possibilità di un ultimo abbraccio, di un ultimo saluto, quasi che tutto debba svolgersi in fretta perché il demone del virus ci minaccia.
La domanda per noi credenti che ritorna dentro questa situazione drammatica e che non dovremmo lasciar perdere neppure quando tutto questo sarà passato (speriamo presto), è sempre un po’ la stessa: a che cosa serve la nostra fede?
Perché “pregare” oltre che per chiedere aiuto?
È una domanda che risuona davanti a tutti noi, tutti siamo chiamati a dare una risposta, che non può essere né l’indifferenza, né lo stordimento o lo sconforto.
Questa “domanda” ci aiuta a pregare, ad intravedere nella nebbia dell’incertezza e della fragilità l’attesa di una speranza; non dobbiamo perdere la speranza.
Ma come si fa a non perdere la speranza in questa situazione?
La speranza non si perdere se si è responsabili verso gli altri; non bisogna lasciare soli i malati, anche se lontani e sottratti alla nostra vista, ma bisogna pregare per loro e per chi muore; pregare per le famiglie: è l’esercizio dell’amore fraterno nella carità, che non quantifica la vicinanza in centimetri, perché l’amore e la preghiera resistono a tutte le lontananze e le perturbazioni.
Dobbiamo essere comunità, tornarlo ad esserlo se ci siamo un po’ dispersi, paradossalmente proprio in questa situazione di separazione e di isolamento; dobbiamo imparare dalla comunità dei cristiani dei primi secoli, quando di fronte alle epidemie, i pagani fuggivano, ma i cristiani resistevano, non si disperavano, stavano in mezzo ai sofferenti ad esercitare la carità; può essere questo un segno dei tempi, un tempo di risveglio per i credenti.
Il vangelo della domenica che ci sta davanti (la III domenica di Pasqua) ci dice che Gesù, il Risorto, è accanto a noi, cammina con noi, come con i discepoli di Emmaus, anche se noi non lo riconosciamo, stravolti come siamo dalla fatica e dalla sofferenza della “prova”; dobbiamo lasciarci prendere per mano da Lui, lasciarci illuminare dalla sua Parola, perché anche i nostri occhi si aprano, il nostro cuore si infiammi, e lo possiamo riconoscere “allo spezzare del pane”, anche se non possiamo in questo periodo nutrirci sacramentalmente di questo Pane.
Domenica ricorre anche la festa del Prodigio presso il nostro Santuario della Madonna del Castello, non potremo celebrarlo con la solennità che merita, ma siamo certi che Maria avrà per ciascuno di noi e per tutta la nostra Comunità uno sguardo particolare e non ci lascerà mancare, soprattutto per chi sta soffrendo maggiormente a causa di questa epidemia, la sua carezza materna.
Lunedì 27 aprile sarà inoltre il trigesimo della morte di don Angelo Bernini, anche lui travolto da questo terribile morbo; dal Cielo non tralascerà di presentare alla Madre una invocazione di protezione e sostegno per la nostra Comunità Parrocchiale. Un caloroso saluto e un abbraccio fraterno.

Con i sacerdoti della Parrocchia, il Vostro parroco
Don Mario


LA DOMENICA DELLE PALME



La nostra Comunità si appresta a entrare nella Settimana Santa, la settimana in cui siamo invitati a celebrare il mistero della Pasqua di Gesù, una Pasqua che quest’anno è però segnata inesorabilmente dalla situazione drammatica e angosciante che stiamo vivendo.




I piccoli segni di speranza di questi ultimi giorni, che sembrano lasciarci intravedere un barlume di luce al termine di questo tunnel che sembra non finire mai, non sono sufficienti ad attenuare quel senso profondo di incertezza e di ansia che ci accomuna.
E' forte l’apprensione per le tante persone anche conosciute, vicine, delle nostre famiglie che sono state colpite e straziante il dolore per i tanti morti (troppi) che ci stanno lasciando in questi giorni e che non possiamo nemmeno “salutare”, ci sembrano proprio strappati, portati via senza neppure un’ultima possibilità di vederli.
Anche la nostra fede in questa situazione vacilla, ma, al di là dello sforzo immane ed eroico delle tante persone in prima linea nella lotta al morbo (medici, infermieri, volontari, ed il personale che opera nei settori produttivi ed assistenziale indispensabili… che non finiremo mai di ringraziare) è l’unica “forza” che ci resta, a cui aggrapparci per trovare l’energia e soprattutto la speranza di poter superare (anche se la strada sarà ancora lunga e impervia) questa drammatica e faticosa prova.
La Settimana Santa con la celebrazione della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù può diventare uno squarcio di luce che viene a smorzare quella coltre buia ed impenetrabile che sembra avvolgerci.
Sentiamo come Gesù il Figlio di Dio fattosi uomo, si immerge nella sofferenza e “passione” della nostra umanità, non siamo soli, non siamo abbandonati da Dio (anche se a volte ci sembra lontano, indifferente alla nostra vicenda dolorosa…), ma Lui, attraverso Suo Figlio, condivide con noi anche la storia che stiamo attraversando dentro questo dramma che ci coinvolge personalmente e sembra allargarsi sempre più a tutta l’umanità.
Certo non potremo ritrovarci insieme fisicamente, nelle celebrazioni liturgiche, non per questo però anche in questo periodo surreale smettiamo di essere comunità.
Noi sacerdoti celebreremo da soli l’Eucaristia del Giovedì Santo (ore 17,00) e del giorno di Pasqua (ore 10,00) per le altre celebrazioni siamo invitati a seguirle in televisione su TV2000 (con il Papa) e TvBergamo (con il nostro Vescovo) o anche su altre reti che trasmettono i Riti della Settimana Santa.
Potremo così ugualmente “partecipare”, anche se non di presenza, alla celebrazione del Mistero Pasquale, cuore e centro della nostra fede.
Lo faremo personalmente o meglio ancora come famiglia, riscoprendo quella dimensione di “Chiesa domestica”, che un po’ noi avevamo perso, e che paradossalmente questa triste situazione ci porta a far emergere.
Importante sarà disporre il nostro animo a porci nella condizione di vivere queste celebrazioni davanti a una TV, non come uno spettacolo a cui assistiamo, ma come un momento di fede e di preghiera che ci chiede quindi attenzione, devozione e raccoglimento.
Ci mancherà certo la partecipazione diretta, soprattutto la possibilità di accostarci per nutrici dell’Eucaristia, ma lo potremo fare spiritualmente, sapendo che Gesù può venirci incontro anche attraverso tante altre strade (riscopriamo quelle!) e ringraziamo di poter oggi usufruire di quei mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione per supplire a questa situazione di emergenza.
Fondamentale sarà aprire il nostro cuore per lasciarci abbracciare dal Mistero di Cristo che muore e risorge per noi e ritrovare lì quella luce e quella speranza tanto necessarie per tutti ed in particolare per le tante persone, anche nella nostra comunità, stanno soffrendo a causa di questo dramma; affideremo all’abbraccio misericordioso del Padre anche i fratelli e le sorelle che in questo periodo ci hanno lasciato in modo così tragico e angosciante.
Un ricordo particolare per don Angelo Bernini.
Anche se con lo strazio nel cuore, vogliamo sperare che la Settimana Santa ci aiuti, almeno un po’, a risollevarci nell’animo con la consolazione della nostra fede.

Con i sacerdoti della Parrocchia, il Vostro parroco
Don Mario


DON ANGELO BERNINI CI HA LASCIATO



Il periodo attuale, già denso di sofferenze e patimenti personali, ci addolora ulteriormente per la scomparsa del nostro Don Angelo Bernini.




Don Angelo per sessantatré lunghi anni ha “servito” e “custodito” il nostro Santuario della Madonna del Castello, a cui ha dedicato praticamente tutta la sua vita.
Innalziamo al Signore una preghiera riconoscente per il suo servizio pastorale nella nostra Comunità e lo affidiamo all’abbraccio misericordioso del Padre perché lo accolga nella Sua pace.
Purtroppo, le normative vigenti ci impediscono la celebrazione del suo funerale.
Don Angelo verrà tumulato in forma privata presso il nostro cimitero.
Quando i tempi ce lo permetteranno celebreremo in modo adeguato l’Eucaristia in suo suffragio.

Almenno San Salvatore, 27 marzo 2020

Con i sacerdoti della Parrocchia, il Vostro parroco
Don Mario


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