AlmennoSanSalvatore.ParrocchieSulWeb.it
Parrocchia di Almenno San Salvatore
Diocesi di Bergamo


Visualizzazione post con etichetta FORZA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FORZA. Mostra tutti i post

QUINTA DOMENICA DI PASQUA



Ormai da diverse settimane ci “incontriamo” e comunichiamo attraverso questa lettera settimanale che vuole essere, in questo tempo di emergenza, un piccolo segno, dell’accompagnamento della Parrocchia ed in particolare dei suoi preti in una situazione per tanti aspetti paradossale e comunque complessa che viene a toccare proprio quelli che sono i rapporti di relazione ed interpersonali della nostra società e quindi anche della Comunità Cristiana.




In questa settimana, da lunedì scorso, siamo entrati nella tanto attesa “fase 2”, questo ci porta ad intravedere un po’ di luce, anche se l’uscita dal “tunnel” sembra ancora non così immediata, anzi i rischi ed il pericolo continuano ad essere incombenti e l’attenzione e il senso di responsabilità di tutti non possono certo venir meno in questa fase; ne va di mezzo non solo la nostra salute, ma anche la sicurezza degli altri e quindi in questo caso “responsabilità” equivale per noi cristiani a carità, nel senso più profondo di questo termine che significa fare nostro e quindi accogliere l’amore di Dio e condividerlo fra noi facendoci carico gli uni i pesi degli altri.
Nel Vangelo di questa domenica Gesù dice: “Io sono la via, la verità, e la vita” (Gv 14,6) e credo che nessuna parola meglio di questa, almeno per i credenti, possa diventare luce e speranza in questo momento così difficile, confuso e incerto nel suo sviluppo. Gesù ci è vicino, non ci ha mai abbandonato, è al nostro fianco, stando dentro la sofferenza, la paura, l’angoscia nostra e soprattutto di tanti ammalati (che speriamo continuino a diminuire), dei loro familiari, ma anche di tanti operatori sanitari che a diversi livelli si stanno battendo per poter alleviare e possibilmente guarire chi è stato colpito da questo terribile morbo.
Gesù il Crocifisso-Risorto, “via, verità e vita”, ci garantisce che anche i tanti fratelli e sorelle, che in questo periodo sono morti, sono stati presi per mano da Lui ed ora sono nella pace dell’Amore misericordioso del Padre.
La “fase 2” porta con sé anche la possibilità della riapertura delle nostre Chiese per la Celebrazione dell’Eucaristia “con i fedeli”; è un passaggio, non certo definitivo, ma carico ancora di tanti dubbi, complicazioni, restrizioni, norme di rispetto e sicurezza, che rendono il tutto non privo di difficoltà ed incertezze circa la sua applicazione.
Siamo entrati in possesso del Decreto governativo, attendiamo ora ulteriori precisazioni e specificazioni da pare della nostra Chiesa Diocesana e poi cercheremo di organizzarci per poter offrire anche alla nostra Comunità parrocchiale la possibilità di riprendere, anche se sarà in forma minima, alcune celebrazioni che sono essenziali per il nostro essere cristiani.
La Messa sarà offerta “in Chiesa” per un numero limitato di persone e non tutti potranno quindi essere presenti, vedremo come organizzarci; resta comunque valido l’invito a “restare a casa” per coloro che sono più “fragili” di fronte al virus, vale soprattutto per gli anziani, persone con particolari patologie e continuerà per loro, come per tanti altri, la possibilità di “partecipare” alla Messa attraverso i tanti mezzi che la tecnologia moderna ci mette a disposizione.
La nostra Parrocchia nel suo piccolo continuerà ad offrire la possibilità di seguire, soprattutto la S. Messa della domenica (in questo mese di Maggio anche il Rosario alle 20,30 il lunedì sera) attraverso la radio parrocchiale e il canale Facebook di Leminenews e cercherà di rispondere alle esigenze che man mano emergeranno, nel limite del possibile, secondo quelle disposizioni di sicurezza, che la particolare situazione sta imponendo.
Abbiamo, quasi, ultimato la “sepoltura” di diversi defunti che abbiamo avuto in questi ultimi due mesi, alcuni hanno atteso diverse settimane; questo ci è spiaciuto molto ed è una ferita profonda nel cuore; purtroppo l’emergenza è stata tale da costringerci ad “accumulare” un numero consistente di sepolture nella stessa giornata; abbiamo cercato di rispettare le norme vigenti fino a questi giorni; speriamo prossimamente di poter “ricordare” con una celebrazione più adeguata questi fratelli e sorelle, che ci hanno lasciato in modo così drammatico e “solitario”.
Continuiamo ad affidarci al Signore, per trovare in Lui la forza, l’energia ed il sostegno indispensabili per superare questo difficile momento; e sostenendoci anche vicendevolmente, facendo sentire la nostra vicinanza, anche se a distanza, a coloro che sono più in difficoltà, pensiamo soprattutto ai nostri ammalati ed anziani, l’impegno e lo spirito di abnegazione a diversi livelli di tante persone, anche se il loro volto resta nascosto dietro una mascherina, sono il segno di una umanità che spesso è capace di trarre fuori da sé il meglio proprio nella difficoltà e nella prova.

Con i sacerdoti della Parrocchia, il Vostro parroco
Don Mario


QUARTA DOMENICA DI PASQUA



Anche questo tempo di Pasqua sta trascorrendo, come era stato quello della Quaresima, all’insegna dell’incertezza, della “paura”, della fatica di una situazione che sembra creare solo smarrimento e per tante persone preoccupazione, sofferenza vera nel corpo e nello spirito.




È una situazione che, pur nella sua drammaticità e complessità, ci lancia anche segnali forti di speranza e di fiducia che non possiamo lasciare cadere, ma tenere come un tesoro da custodire e far crescere anche quando l’emergenza sarà finita (speriamo presto) e ci sentiremo chiamati a riprendere un cammino di “normalità” (che sarà comunque radicalmente diverso da quello che era stata la vita di prima).
La “fase due”, come viene definito il periodo di tempo a partire da lunedì prossimo che permetterà la ripresa di alcune attività lavorative e commerciali, speriamo vada positivamente in questa direzione, anche se siamo consapevoli che il “cammino” sarà ancora lungo e non privo di difficoltà, sarà chiesto a tutti e a ciascuno un senso profondo di responsabilità e spirito di sacrificio che francamente non è mancato, salvo alcune eccezioni, nelle settimane faticose che ci stanno alle spalle; questo ci permette di intravedere segnali incoraggianti e ci apre il cuore alla speranza di un futuro, certo non facile, ma comunque carico di promesse e di possibilità di una ripresa, a diversi livelli, anche se per qualcuno purtroppo con grandi difficoltà e qualcuno forse (speriamo di no) non ce la farà.
Il dramma che abbiamo vissuto, e che in parte stiamo ancora vivendo, certo non lo possiamo cancellare con un colpo di spugna, ma ce lo porteremo dentro per tutto il tempo della nostra vita nei suoi risvolti problematici e dolorosi, ma speriamo anche nei suoi aspetti di insegnamento e di riscoperta dei valori che stanno veramente alla base della nostra società e della nostra convivenza umana.
La Pasqua di Gesù con la sua passione, morte e risurrezione è l’orizzonte che la nostra fede ci offre e in cui collocare questa dimensione: la prova, la sofferenza e perfino la morte acquistano un senso se vissute nella luce pasquale; Gesù è giunto alla gloria della risurrezione attraverso la croce, la sua morte ha vinto la morte e ha aperto non solo per Lui, ma per tutta l’umanità la speranza di una vita che non muore e che anche ogni situazione di prova e sofferenza, a volte anche la più assurda, è destinata a sfociare in una rinascita, secondo la logica della parabola più breve del Vangelo che è quella del chicco di grano chiamato sì a morire, ma per generare una vita centuplicata.
Tutto questo sarà possibile, anche nella nostra drammatica situazione, se sapremo far tesoro degli insegnamenti che l’esperienza dell’epidemia ci lascia e che non dovremo mai dimenticare in nessun passaggio o snodo della nostra vita: primo, siamo fragili, anche quando ci sentiamo forti, sicuri, arrivati ... basta poco, un nemico invisibile come un virus, per metterci in ginocchio; questa è la nostra condizione umana, è la nostra umanità che ha in sé energie, capacità e risorse infinite, ma dentro, si direbbe parafrasando San Paolo, “un vaso di creta”, così fragile che va trattato e custodito con cura e rispetto.
Proprio questa condizione di fragilità, ci ha insegnato l’esperienza della pandemia, si può vincere e superare sono nella solidarietà, nella disponibilità, a farci carico dei pesi e delle fatiche gli uni degli altri. Quante belle e commoventi testimonianze abbiamo visto e continuiamo a vedere in questa direzione; la nostra umanità fragile ha in sé una forza “di amore” a volte impensabile.
Ed, infine, anche se tanti altri insegnamenti possiamo trarre da ciò che stiamo vivendo, ma li lascio alla vostra riflessione e considerazione, un ultima provocazione la cogliamo dalle parole sempre coinvolgenti che ci ha detto qualche giorno fa Papa Francesco: “siamo tutti sulla stessa barca”, e solo se veramente tutti, anche se a diversi livelli, remiamo nella stessa direzione possiamo andare avanti anche nella “tempesta”, e se poi a bordo di questa “barca” c’è anche Lui, che a noi magari sembra dormire, siamo certi che nessuna bufera potrà travolgerci.
Avanti allora con fiducia, speranza e coraggio!
Un caro saluto a tutti, speriamo presto di poterci vedere e comunicare di persona, un abbraccio fraterno.

Con i sacerdoti della Parrocchia, il Vostro parroco
Don Mario


LA QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA



Ci apprestiamo a celebrare la Quarta Domenica di Quaresima e purtroppo ancora senza poter celebrare insieme l’Eucaristia.
Questo digiuno “eucaristico” è per noi credenti un passaggio difficile, in qualche modo ci è imposto e sembra privarci di quel nutrimento essenziale e vitale che è per noi Lui, il Signore che si fa dono nel Suo Corpo e nel Suo Sangue.
Però, è paradossalmente anche il segno della nostra carità, di quell’impegno a salvaguardare in questo momento difficile la salute dei nostri fratelli (oltre che la nostra).




I sacerdoti celebrano "da soli" e noi, visivamente e auricolarmente, li possiamo seguire attraverso tutti quei mezzi che la tecnologia di oggi ci mette a disposizione e questo, oltre che favorire, innanzitutto, quella Comunione con il Signore che ci unisce sempre al di là di ogni distanza, fa sì che quelle Chiese desolatamente vuote si possano riempire di quella presenza indubbiamente misteriosa ma reale dei nostri cuori uniti in un Amore più grande, che è quello del Signore per noi, che diventa, in questo momento drammatico, la fonte della nostra Speranza.
La situazione che stiamo vivendo è indubbiamente difficile e faticosa e sembra diventarlo ogni giorno sempre di più.
Siamo nel mezzo di un tunnel buio, smarriti e spesso sfiduciati.
Intravedere anche solo in lontananza la luce sembra impossibile, ma non possiamo arrenderci allo scoramento (anche se molto umano in questo momento) per noi stessi e per tutti.
Ci sia di stimolo nell’affrontare le inevitabili "costrizioni" che ci sono imposte, lo spirito di abnegazione e di sacrificio "eroici" di tanti medici, infermieri, operatori sanitari a tutti i livelli che si stanno battendo al fianco dei fratelli e sorelle colpiti e vittime del virus.
I nostri "piccoli" sacrifici (restare chiusi in casa, non poter uscire per nessun motivo se non gravissimo, la distanza tra le persone che ci sono care, etc.) siano il segno della nostra partecipazione a quanti sono in trincea per combattere questa tremenda battaglia.
Si potrebbe dire e scrivere ancora tante cose.
D’altra parte, essendo impossibile incontrarci fisicamente e abbracciarsi (quanto sarebbe importante in questi momenti stringersi anche solo la mano), ci resta la "parola" che è il mezzo più comune per comunicare tra noi ed esprimere anche i sentimenti più profondi dell’animo.
Ma forse è opportuno riscoprire anche il "silenzio" che ci permette di rientrare in noi stessi e scandagliare quegli angoli più oscuri, ma spesso anche più luminosi del nostro essere più profondo.
Finora abbiamo vissuto prevalentemente fuori di noi, ora è il momento di rientrare in noi stessi e far emergere le dimensioni dello spirito e (per chi è credente) della preghiera.
Lascio la parola conclusiva di questa riflessione al nostro Vescovo, il quale diceva qualche giorno fa:

L’immagine biblica che mi dà forza in questa circostanza è quella dell’esilio.
Questo contagio ci sta, volenti o nolenti, esiliando dalla terra della nostra vita quotidiana, dalle nostre reali, presunte e presuntuose sicurezze, dalle nostre buone e forse meno buone abitudini.
Il popolo di Dio, esiliato, perde tutto: gli rimane la fede, la preghiera e la dedicazione della propria vita agli altri, come espressione concreta della propria dedicazione a Dio.
La prova, così si rivela il morbo dilagante, è il luogo del combattimento della fede.
Il Signore ci indica nel silenzio e nell’ascolto della sua Parola, nella pazienza e perseveranza e nella preghiera e della carità vicendevole, le armi del nostro combattimento spirituale”.

Mentre ci salutiamo da lontano, ma profondamente uniti nello spirito e nella Comunione nel Signore, rivolgiamo un pensiero e un ricordo particolare nella preghiera a tutte quelle famiglie e persone (particolarmente di Almenno San Salvatore) che sono state colpite direttamente da questo terribile morbo, a chi ha perso un familiare o una persona cara e a chi con ansia sta vivendo l’esperienza di un familiare o amico ammalato.
Il Signore doni a tutti la sua forza e la sua consolazione.

Con i sacerdoti della Parrocchia, il Vostro parroco
Don Mario


Parrocchia di Almenno San Salvatore | Diocesi di Bergamo
© All rights are reserved. Powered by Blogger.

RICERCA
PER ETICHETTE

2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 ABBRACCIO AFFETTO AIUTO AMICIZIA AMORE ANGOSCIA ANNUNCIO APPREZZAMENTO ARROGANZA AUTUNNO AVIDITA' AVVENTO BATTESIMO BENE BOLLETTINO CALENDARIO LITURGICO CAPODANNO CARITA' CARNEVALE CATECHESI CELEBRAZIONE CHIESA CIMITERO COLLABORAZIONE COMUNIONE COMUNITA' COMUNITA' APERTA CONDIVISIONE CONFESSIONE CONSOLAZIONE CORAGGIO CORONAVIRUS CRESIMA CRISTIANESIMO CRISTO CROCE CROCIFISSIONE CUORE DEDIZIONE DIGIUNO DIGNITA' DIO DISAGIO DISPONIBILITA' DOCUMENTAZIONE DOLORE DOMENICA DELLE PALME DON ANGELO BERNINI DONAZIONI DOWNLOAD EGOISMO EMERGENZA ESISTENZA ESTATE ETERNITA' EUCARESTIA EVANGELISTA FACEBOOK FAME FAMIGLIA FEDE FELICITA' FERRAGOSTO FESTIVITA' FIDUCIA FIGLIO FORZA FRAGILITA' FRATERNITA' FUNERALE GALILEA GELOSIA GENEROSITA' GESU' GESURALEMME GIOIA GIOVANNI GLORIA GRATITUDINE GRAZIA GUERRA ILLUSIONE IMPEGNO INDIVIDUALISMO INFANZIA INGIUSTIZIE INSEGNAMENTO INVERNO LACRIME LITURGIA LUCA LUCE LUTTO MADDALENA MADONNA MADONNA DEL CASTELLO MALIZIA MARCO MARIA MATRIMONIO MATTEO MESSA MINISTERO MISERICORDIA MISSIONE MORTE NASCITA NATALE NAZARETH NOTIZIARIO OPERA PIA ORARI ORATORIO ORGOGLIO PACE PADRE PAROLA PARROCCHIA PARROCO PASQUA PASSIONE PAURA PECCATO PENTECOSTE PERDONO PIETRO PODCAST POTERE POVERTA' PREDICAZIONE PREGHIERA PRIMAVERA PRODIGIO PRUDENZA QUARESIMA RESPONSABILITA' RESTANDOACASA RESURREZIONE RICCHEZZA RIMPIANTO RINUNCIA RISURREZIONE RITO AMBROSIANO RUSSIA SACERDOTE SACERDOTI SAGGEZZA SALUTE SALVATORE SAN GIORGIO SAN NICOLA SANTI SANTUARIO SEPOLCRO SERENITA' SETTIMANA SANTA SIGNORE SILENZIO SOFFERENZA SOLIDARIETA' SPAZIO SPERANZA SPIRITO SUDARIO SUFFRAGIO TEMPO TERRORE TRISTEZZA UCRAINA UMANITA' VANGELO VERITA' VESCOVO VITA VITALITA' VOCE